L’azienda Barone Pizzini promuove per il 15 marzo in Franciacorta una giornata di studio interamente dedicata al tema del biologico nel campo vitivinicolo

È biologico il futuro della Franciacorta?
Importanti ospiti saranno presenti in Franciacorta il 15 marzo per un evento di grande interesse e valore: Giacomo Mojoli (rappresentante di Slow Food), Leonardo Valenti (docente dell’Università di Milano), Enzo Mescalchin (esponente dell’Ente Sviluppo Agricolo Trentino), Monique Jonis (dell’Istituto Tecnico Agricolo e Biologico Francese), Gaetano Vertova (dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica) oltre che Jèrome Prévoste (produttore francese di Champagne) si incontreranno infatti per dare vita ad una giornata di studio e confronto sul tema dell’utilizzo dell’agricoltura biologica in viticoltura.

Promosso dall’azienda franciacortina Barone Pizzini, che proprio nel 2001 ha realizzato la prima vendemmia di uve totalmente biologiche, questo evento ha lo scopo di fare chiarezza su un tema così importante e attuale come quello del biologico proprio perché i consumatori si dimostrano sempre più attenti alla tutela dell’ambiente e quindi alla salvaguardia della propria salute, ma parallelamente aumentano anche i dubbi e le incertezze a causa di un’informazione scarsa e spesso imprecisa.

“C’è ancora poco informazione e troppa confusione – sostiene Giovanni Pagnoni, presidente della Barone Pizzini – sul tema del biologico, i consumatori hanno bisogno di essere rassicurati non solo sulla naturalità dei prodotti, ma anche e soprattutto sulla qualità degli stessi. Questo incontro vuole dunque essere lo spunto per chiarire alcuni aspetti di un mondo così complesso e allo stesso tempo attuale come è quello del biologico.”

Interverranno naturalmente anche i responsabili della Barone Pizzini e l’agronomo Pierluigi Donna per esporre ai presenti il loro progetto aziendale. Dal 1992 infatti la Pizzini segue le normative del metodo eco-compatibile per poi passare ai severi dettami dell’agricoltura biologica. Certo impegno e sacrifici, non da ultimi quelli economici, non sono mancati e non mancheranno in futuro, ma la soddisfazione dell’ultima vendemmia, che ha regalato frutti di straordinaria ricchezza e i cui profumi ed aromi si ritroveranno fra qualche anno nei vini stessi, e i sempre maggiori consensi da parte di un pubblico ogni giorno più attento e sensibile a questo tema sono la motivazione che spinge la Barone Pizzini a continuare per la sua strada. Gli ingenti costi che l’azienda ha dovuto sostenere, si parla di circa il 25% di incremento globale rispetto all’annata precedente, sono certo impegnativi, ma la certezza di seguire la strada giusta fa passare in secondo piano questo aspetto e prevalere in tutti coloro che lavorano alla Barone Pizzini l’ottimismo e l’entusiasmo che li hanno da sempre spinti a ricercare la qualità più elevata possibile.